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Ciao, mi chiamo Micaela e sono campionessa mondiale di salto fuori dalla comfort zone.

Settimana scorsa mi sono presentata così all’evento di lancio del nuovo Master in Coaching che Accademia della Felicità organizzerà a Roma.

È davvero strano, perché da una parte odio i cambiamenti; dall’altra non riesco ad esimermi dal lanciarmi in nuovi progetti – per quanto difficili possano apparire – o in situazioni complicate. È più forte di me. Una volta mio padre ha detto – Micaela è una che se vede un muro davanti a sé parte in quarta. Anche se rischia di schiantarcisi contro.

Qualche volta mi sono schiantata. Molte volte il muro si è spostato.

Sono fatta così, e per quanto io abbia paura dell’ignoto, per quanto non voglia abbandonare le mie certezze e le mie comodità, finisco sempre col fare il dannato salto. Spesso sentendomi in colpa, o chiedendomi cosa penserà la gente. Perché quando cambiamo, quando facciamo qualcosa di diverso, non sono solo le nostre certezze a essere messe alla prova. Lo sono anche quelle degli altri. Che devono fare i conti con una persona diversa da quella che avevano conosciuto…

Nella primavera del 2015 una serie di questioni personali, tra cui la perdita di una persona cara, mi hanno portata a un livello di consapevolezza tale, che ho deciso di apportare un grandissimo cambiamento nella mia vita. Ho lasciato le mie società e ho deciso di ricominciare da capo, seguendo il mio istinto e i miei sogni. Da sola.

Per mesi questa scelta mi ha fatto male da morire. Non sapevo se era la cosa giusta. O almeno, in fondo lo sapevo, ma continuavo a domandarmi se avevo fatto bene, se era giusto seguire la mia strada anche se qualcuno avrebbe potuto soffrire per questo.

Poi un giorno Danielle LaPorte ha pubblicato una delle sue #truthbombs. Semplice e potentissima.

You're free to go Danielle LaPorte

YOU’RE FREE TO GO

Me la sono salvata sul telefonino e l’ho utilizzata come mantra. Per mesi. Mi ha dato forza nei momenti in cui ho pensato – hai fatto la cazzata del secolo. E mi ha resa consapevole di una grande verità: non siamo obbligati al martirio. Abbiamo il diritto di essere felici. E anzi, abbiamo il dovere di esserlo. Anche quando gli altri non capiscono quello che facciamo, e magari ne soffrono.

Alla fine le persone veramente importanti, quelle che mi vogliono bene sul serio, hanno sempre capito tutti i miei doppi tuffi carpiati al di fuori della mia comfort zone (e della loro).

Anche il Master in Coaching per me è stato un grandissimo maestro. Mi ha insegnato molte cose, e ne ho avuta l’ennesima prova proprio la scorsa settimana. Quando ho scelto me stessa, e me ne sono andata. Da una situazione spiacevole.

Mi sono alzata in piedi, mi sono infilata la giacca, ho raccolto la mia borsa da terra e ho preso la porta. Senza batter ciglio. Senza sentirmi in colpa. Senza pensare al disagio delle altre persone.

Forse per la prima volta ho scelto il mio benessere come prima opzione. Senza pensarci troppo. Non ho esitato e non mi sono lasciata travolgere dai bagagli emotivi delle altre persone, prendendomeli sulle spalle come spesso ho fatto in passato. Sono orgogliosa di me.

E sì: spesso se vedo un muro di fronte a me, accelero invece di rallentare. Ma non è incoscienza. È fiducia nelle mie capacità. È voglia di giocarmi il tutto per tutto. È consapevolezza che se voglio, sono libera di andarmene dalla tristezza, dal dolore, dal martirio. E da chi mi fa sentire male.

I’M FREE TO GO.

E anche tu. Credimi.