fbpx

Il perfezionismo è credere che se riusciamo a vivere in modo perfetto, ad apparire perfetti, ad agire in modo perfetto, possiamo minimizzare o evitare del tutto la colpa, il giudizio e la vergogna. Brené Brown

Questo è uno di quei periodi in cui vorrei che tutto fosse perfetto (o quasi) e invece tutto va per il verso sbagliato. Mi sono ritrovata più di quanto avrei voluto o immaginato, a chiedermi – perché, cacchio, perché? E a massacrarmi perché “se fossi perfetta” certe cose non mi accadrebbero.

So che passerò le prossime settimane a massacrarmi, mi conosco. Ma in questi giorni ho cominciato a ragionare sul concetto di imperfezione e vulnerabilità, per capire come venirne fuori. Finora sono successe tre cose:

  1. Ho deciso di rileggere il libro di Brené Brown “The gifts of imperfection” (I doni dell’imperfezione);
  2. In più mi è arrivata un’agenda. Sì, un’agenda. Sì, un’altra. L’ho acquistata attraverso una campagna Kickstarter e si chiama “The Imperfect Life Planner”;
  3. Ho comprato quintali di cioccolato svizzero.

Perciò in questo post vi parlo di imperfezione, e di come sto tentando di scenderci a patti. E anche se in realtà non l’ho fatto (del tutto) apposta, per ognuna di queste tre cose trovate tre punti su cui riflettere.

I doni dell’imperfezione

Per prima cosa consiglio di guardare il TEDTalk in cui Brené Brown parla di vulnerabilità e vergogna.

 

La vergogna, dice “é percepita come la paura di disconnessione. C’è qualcosa nella mia vita che, se scoperta da altre persone, farà si che non meriterò più il rapporto con loro? [La vergogna] è universale; la proviamo tutti. Le uniche persone che non provano vergogna non hanno capacità di immedesimarsi o di connessione. La base su cui poggia la vergogna è “Non valgo abbastanza”, un sentimento che noi tutti conosciamo: Non sono abbastanza magro, o ricco, o bello, o intelligente, o non ho avuto abbastanza promozioni”.

Nel corso delle sue ricerche sociologiche sul senso di connessione e appartenenza e sui rapporti umani, ha capito cos’è la vergogna e come funziona. E ha scoperto che alla fine le persone che hanno un forte senso di amore e appartenenza sono quelle che credono di meritarsi amore e appartenenza. Queste persone sono:

  1. Coraggiose – cioè hanno il coraggio di essere imperfette
  2. Compassionevoli – cioè sono gentili prima di tutto con se stesse, e poi con il mondo
  3. Connesse – hanno cioè la volontà di abbandonare il sé ideale per essere semplicemente se stessi.

Queste persone accettano completamente la loro vulnerabilità, e credono che ciò che le rende vulnerabili le rende belle persone. La vulnerabilità “è il cuore della vergogna e della paura, ma sembra anche essere la culla della gioia, della creatività, del senso di appartenenza, dell’amore. Non possiamo addormentare i sentimenti negativi senza sopprimere gli affetti, le nostre emozioni, la gioia, addormentare la gratitudine. [Dobbiamo] essere capaci di fermarci e, invece di vedere una catastrofe come possibile risultato, dire – Sono così grata, perché sentirsi così vulnerabile significa che sono viva”.

Un’agenda per pianificare una vita imperfetta

Imperfect Life Planner

Perché un’agenda per pianificare una vita imperfetta? A parte un primo momento di eccitazione causato dalla lettura di parole come “agenda” o “adesivi” nella pagina della campagna Kickstarter, ho fatto la mia offerta perché mi interessava il concetto dietro a questo planner. Che viene definito “un posto in cui smetti di creare la vita che pensi dovresti avere, e inizi a dare ascolto ai tuoi più profondi istinti. Un posto sicuro dove puoi essere al 100% te stesso, dimenticare cosa gli altri possono pensare, imparare come e perché devi mostrare i tuoi errori e difetti invece che nasconderli”.

All’interno dell’agenda ci sono tre sezioni che contengono alcuni esercizi (domande a cui rispondere o riflessioni da fare):

  1. un Fear Journal, dove imparare ad analizzare e affrontare le proprie paure;
  2. una sezione Master Plan per identificare i propri obiettivi e capire come fare a realizzarli;
  3. un Thrive Manual per affrontare le proprie convinzioni limitanti.

Imperfect Life Planner

All’inizio di ogni mese ci sono anche un paio di domande per capire cosa non è andato come pensavamo e imparare ad essere grati per la propria imperfezione.

Non ho ancora deciso esattamente per cosa utilizzerò questa agenda, ma di sicuro voglio provare a fare gli esercizi proposti al suo interno. E vedere se posso rendere il 2018 l’anno più meravigliosamente imperfetto della mia vita.

Il cioccolato svizzero

LA BRANCHE CAILLER

Infine la cioccolata. Per coccolarmi. Punto.

In questi giorni traggo conforto da:

  1. il Cioccolato Kinder (in ogni sua declinazione) – che sarà anche per bambini, ma resta sempre il mio preferito;
  2. l’Ovomaltina (anche questa in ogni sua forma) – se non siete mai stati in Svizzera e non l’avete mai bevuta calda, vi compatisco;
  3. La Branche della Cailler – cioccolata pralinata con nocciole in comode porzioni da 23 grammi, per un sollievo immediato.