fbpx

Quando scopri qualcosa che nutre la tua anima e ti porta gioia, abbi cura di te stesso a sufficienza da fargli spazio nella tua vita.

Jean Shinoda Bolen

Questo post parte con una confessione. Anzi due.

  1. spesso (spessissimo) mi dimentico cosa significa prendersi cura di sé;
  2. ho sempre pensato che gli articoli che parlano di self care siano prevalentemente fuffa.

Parto con due confessioni perché in qualche modo ho cambiato idea, e questo post mi serve da una parte per fare ammenda, e dall’altra per condividere quello che penso sia il “vero” self care. Per me, ma magari poi lo è anche per te…

La mia prima confessione riguarda la mia scarsa capacità di concentrarmi sulla cura di me. Non è che ho sempre considerato il self care qualcosa di inutile, ma inevitabilmente slitta in fondo alle mie priorità e me ne occupo solo se “ho tempo” di farlo. Cosa che accade raramente perché il tempo io preferisco occuparlo con altro. La mia visione delle cose è cambiata quando sono stata a New York per un mese e mezzo alla fine di marzo.

Non si trattava di una vacanza: mi sono portata dietro il mio lavoro e ho continuato a farlo da remoto, ma con ritmi decisamente differenti dal solito. Tutti i giorni lavoravo, facevo le mie sessioni di coaching, rispettavo le consegne, eppure mi avanzava del tempo. Tempo che utilizzavo prevalentemente per passeggiare e oziare. Cose che a casa faccio raramente. Anche nei weekend. Non so perché ma a New York – la “città che non dorme mai” – riuscivo a dormire, a lavorare, a prendermi delle pause e a dedicarmi alla cura di me, senza provare nessun affanno. Lo facevo e basta. E per me era strano, perché non riuscivo a capire come mai, a casa, il mio tempo non fosse mai sufficiente per fare tutte le cose che invece riuscivo a fare lì.

In realtà ho capito che non c’entrava New York, ma che ero io ad essere diversa, più rilassata, e più “in equilibrio”. Se per la maggior parte dell’anno (e della mia vita adulta) ho vissuto concentrata soprattutto sul “fare” dal punto di vista lavorativo, per 6 settimana ho riequilibrato questa parte di me con “l’essere”. E questo mi ha permesso di godermi pienamente l’esperienza a New York.

SELF CARE = FUFFA?

Nella mia seconda confessione ho ammesso che guardo sempre con un certo scetticismo agli articoli che parlano di self care. E allora – dirai – perché ne stai scrivendo uno?! Perché credo di aver finalmente capito cosa c’era che non andava in quegli articoli. Non erano loro a essere “sbagliati” ma ero io… Nel senso che in realtà li leggevo cercando delle soluzioni pratiche sotto forma di formule magiche, che mi avrebbero aiutata finalmente a prendermi cura di me (possibilmente senza sforzo alcuno). Ho capito una cosa che mi ha fatto ripensare completamente al concetto di self care. E cioè che non dobbiamo trovare delle formule preconfezionate, ma capire che cosa significa PER NOI la cura di sé. Ho scoperto l’acqua calda? Forse, ma segui il mio ragionamento… Leggevo quintali di articoli sulle morning routine, sulla cura del proprio corpo, sulla meditazione, sul camminare nella natura… Tutte cose che contribuiscono a rendere migliore la nostra vita, ma che io prendevo di petto come se fossero l’ennesimo progetto da realizzare. Senza rendermi conto che si trattava di spunti che andavano adattati alla mia vita e a ciò che mi piace. Cioè mi comportavo come se prendersi cura di sé fosse un altro modo per dimostrare di essere performante. Tutto questo era causa di stress, che io attribuivo erroneamente alla ruotine, alla meditazione o alla cura del mio corpo, invece che a me stessa e al mio spirito estremamente competitivo.

Il vero self care, ho capito, non ha nulla a che fare con la performance. E non deve essere approcciato in questo modo.

CHE COS’è IL VERO SELF CARE (PER ME)

Il vero self care non sono i sali da bagno o correre la mattina presto. Se non ti piace fare il bagno e odi correre. Il vero self care è costruire una vita su misura per te, fatta di cose che ti piacciono e che ti nutrono.

Per me il vero self care è trovare l’EQUILIBRIO. Ed è per questo che ho scelto questa come parola dell’anno 2019. Come ho già scritto, ho vissuto per anni concentrata solo sul mio lavoro. Poi qualche settimana fa mi sono ritrovata a scrivere sul mio journal, per due sabati consecutivi, “oggi è stata una giornata perfetta”. Fosse successo una volta avrei pensato a un caso, ma due volte per me fanno un indizio… Quindi ho cercato di capire cosa avevano in comune queste due giornate, che consideravo perfette. E ho scoperto che contenevano un poco di tutto quello che mi piace e che mi fa stare bene.

  • Cucinare qualcosa di buono
  • Occuparmi degli altri
  • Lavorare
  • Stare con qualcuno che amo
  • Stare da sola in casa
  • Fare qualcosa di creativo
  • Farmi una maschera per il viso
  • Guardare una puntata (o due) della mia serie preferita

In quei due sabati sono riuscita a fare tutto, senza stress e senza stancarmi. Ho lavorato un paio d’ore, perché il mio lavoro mi piace. Ho passato del tempo con qualcuno che amo. Ho mantenuto una promessa a me stessa facendo qualcosa di buono per gli altri. Ho mangiato un piatto gustoso, cucinato da me. Ho “paciugato”. E ho passato del tempo in solitudine, a ricaricarmi, guardando la tv e prendendomi cura del mio corpo. Non mi servivano 48 ore. Me ne sono bastate 16, e le altre 8 le ho utilizzate per dormire.

Il mio proposito per l’anno prossimo è prendermi cura di me. Non rincorrendo sogni di routine mattutine impossibili, ma ricreando l’equilibrio che ho provato in quei due sabati perfetti. Mettendo in tutte le mie giornate più cose possibile che amo, dedicandomici anche solo per 10 minuti. Ma senza tralasciare nulla di ciò che mi fa star bene.

Sei anche tu alla ricerca del tuo equilibrio? Ti consiglio di partire dall’elenco delle cose che ami: quelle attività che per te sono irrinunciabili, ma a cui rinunci sempre (o spesso) perché pensi di non averne tempo. Una volta che hai individuato le “categorie” principali (puoi prendere ispirazione dalle mie – in progress – che ho elencato sopra), pensa a tutto quello che ci rientra, e che puoi fare. Mischia cose che richiedono ore a cose che puoi fare anche solo per dieci minuti. Quelle che richiedono più tempo le farai quando non sei di corsa, le altre, più brevi, puoi inserirle nelle tue giornate più frenetiche. Basta che ogni giorno tu possa ricreare il tuo equilibrio.

La foto di questo articolo l’ho scattata da Roosevelt Island, guardando Manhattan, pochi giorni prima del mio rientro in Italia.