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[Questo articolo inizia con la foto di una tazza di caffé e finisce con la spiegazione del perché non posto – quasi mai – foto di tazze di caffé o di té]

Inevitabilmente, durante un percorso di business coaching o di personal branding, arriva il fatidico momento che io chiamo del celo-celo-mimanca.

Che è quando le persone iniziano a snocciolarmi i social network che hanno o che vorrebbero attivare per promuovere se stessi e la propria attività. Lo chiamo così perché a volte mi sembra una vera e propria trattativa, come quando ci si scambia le figurine. E’ tutto un celo-celo-mimanca, come se davvero la nostra comunicazione fosse un album di figurine da ultimare il prima possibile.

Io ve lo dico subito. A scanso di equivoci. Nella comunicazione, nella costruzione del proprio brand, ci sono delle regole. Ma queste regole non sono scritte sulla pietra. Le regole vanno adattate al contesto, al periodo storico. Alle persone che siamo. Quindi ok, è lecito farsi un elenco dei social network o dei mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, e analizzarli per capire quali ci possono essere utili… Ma non siamo costretti ad attivarli tutti quanti! Soprattutto se non hanno niente a che fare, o non aggiungono valore, a ciò che siamo e a quello che vogliamo fare.

Qualche giorno fa mi è capitata una cosa molto buffa, che mi ha fatto riflettere ancora una volta su questo argomento, e che mi ha convinta che era giunto il momento di scrivere questo post. Una collega ha notato che mi ero iscritta alla sua newsletter, e mi ha detto – adesso corro anche io a iscrivermi alla tua.

Sapete che c’è? Io la newsletter non ce l’ho. E forse non ce l’avrò mai. Orrore?! Che dite, devo andarmi a nascondere?! Naaaaaaaah.

Oggi è giorno di grandi rivelazioni, quindi ve ne faccio un’altra: non è necessario avere una newsletter. Soprattutto se non sapete cosa scrivere. O se non serve al vostro business. O se non vi sentite a vostro agio con questo strumento. Io non ce l’ho perché al momento non la ritengo necessaria. Forse un giorno l’attiverò. Forse no.

Gli strumenti di comunicazione devo dare una mano al nostro business. Non limitarlo (perché non abbiamo il tempo per fare tutto) né sabotarlo (perché li utilizziamo tutti e male, dando un’immagine di poca accuratezza).

Quando leggete su internet l’elenco dei “10 canali di comunicazione che devi assolutamente avere (altrimenti peste ti colga)” – o altri articoli simili – dovete prima di tutto domandarvi se davvero vi servono. Basta chiedersi – il mio target utilizza attivamente questo social network? E se la risposta è no, perché dovreste farlo voi per promuovere il vostro brand? Ho sufficienti cose da dire per inviare una newsletter settimanale? No? E allora non fatelo!

 

 CELO, E SO ANCHE COME UTILIZZARLO

 

Ora, questo post non vuole assolutamente scoraggiarvi dal gestire la vostra comunicazione online. Al contrario, vuole farvi riflettere su quello che davvero vi serve per farvi conoscere. E su quello che magari vi servirà in futuro. Perché non è detto che se non avete una pagina Facebook oggi non ne avrete una domani. Ogni cosa a suo tempo. Credo sia fondamentalmente una questione di rispetto: di voi stessi e del vostro target.

Rispetto del vostro target perché non è bello fare promesse che poi non riuscite a mantenere. Tipo: ti manderò una newsletter a settimana con tante belle novità; scriverò un post al giorno pieno di spunti interessanti per te e per il tuo lavoro; seguimi su Twitter e sarai sempre aggiornato sulla mia attività. Sicuri sicuri di riuscire a mantenere questo ritmo? Se la risposta è sì, che Dio-vi-benedica. Se è no, fermatevi un attimo e riflettete su quello che davvero potete fare con costanza e passione.

E poi è anche una questione di rispetto per voi stessi. Una buona comunicazione serve a raccontare chi siete voi, chi è il vostro brand, in maniera autentica perché le persone vi seguano o acquistino i vostri servizi. Non serve a nulla scopiazzare ogni singola mossa dei “guru” della comunicazione. Perché tempo due giorni, e l’unica informazione che riuscirete a far passare ai vostri lettori è che non siete quello che dite di essere. Chi vi segue sui social mica è scemo: dopo un po’ si accorge se quello che comunicate è autentico oppure no.

Non che sia facile trovare il proprio stile eh; e poi prendere ispirazione da chi è più bravo di noi va benissimo. Basta che serva a trovare la nostra strada e non semplicemente a copiare quella presa da un altro.

[Disclaimer: quello che sto per scrivere potrebbe sembrare politically incorrect, ma non lo è]

Voglio concludere parlandovi di una foto che ho pubblicato recentemente su Instagram. Quando parlo di personal branding al Master in Coaching di Accademia della Felicità, inevitabilmente mi trovo davanti aspiranti coach che vogliono capire come promuoversi sui social, quali fotografie postare, cosa scrivere… E io recito sempre lo stesso mantra: dovete trovare il vostro stile.

Instagram è pieno di coach che postano foto delle loro scrivanie ricoperte di libri, candele e tazze di tè. Per me non c’è niente di male, sia ben chiaro. A meno che voi non odiate le candele e non beviate tè neanche se a chiedervelo è sua Maestà la Regina Elisabetta in persona. Io sono fra queste persone. E quindi ho dovuto capire come raccontare il mio lavoro attraverso un’immagine che fosse mia e solo mia. O almeno, il più originale possibile. Ci sto ancora lavorando eh, ma so in che direzione voglio andare e come sono fatta. Quindi, anche se le candele e le tazze di tè sono belle, fanno atmosfera, e vanno pure di moda, non potrei mai utilizzarle perché… non le utilizzo mai nella vita reale!

 

Una foto pubblicata da Micaela Terzi (@insta_mic) in data:

E se un giorno dovessi pubblicare una mia foto con una tazza in mano o poggiata sulla scrivania, è probabile che sia piena di… coca-cola!