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Come spesso accade quando tengo un workshop, torno a casa con un’energia nuova e soprattutto con tante idee e riflessioni. Mi sento più creativa e ho voglia di fare. Lunedì è successo, di nuovo. E guarda caso il workshop parlava proprio di creatività, e di come sfruttarla al meglio nel proprio business.

Dopo la lezione sono rimasta a Milano tutto il pomeriggio, perché avevo una sessione sul tardi. E anche se all’inizio quel tempo mi è sembrato vuoto e inutile (dopotutto era lunedì, e io ultimamente con i lunedì sto facendo un po’ a cazzotti), alla fine mi è servito per fare una serie di riflessioni. Una di queste la vorrei condividere qui sul mio blog. Tanto ormai si è capito che l’anno è iniziato con un calendario editoriale molto fluido. E il 2020 si sta dimostrando un po’ in salita ma pieno di spunti interessanti che non ho voglia di tenere per me solo perché la programmazione dice che dovrei parlare di qualcos’altro.

Insomma, oggi ho deciso di parlare di creatività, ma mettendola a confronto con la reattività. Mi sono chiesta:

come imprenditori è meglio RE-AGIRE o CREARE (cioè AGIRE e basta)?

Reagire ai problemi è sicuramente una delle competenze di un leader. Eh sì – fai pace con sta cosa – in quanto imprenditore tu dovresti essere un leader (se non lo sei, facciamoci due chiacchiere). Ma reagire serve solo a fare sì che il tuo business sia operativo. Cioè permette che le cose funzionino.

Essere creativi invece ci permette di fare dei passi in avanti.

Ho una confessione da fare: a me non piace stare ferma. Dico che sono pigra (e lo sono davvero, in certe cose) ma devo ammettere che quando raggiungo un obiettivo o realizzo un progetto, non ce la faccio a fermarmi. Voglio di più. Pensavo che questo fosse un grandissimo difetto, una sorta di maledizione che mi portava a non essere mai soddisfatta. E forse lo è stato fino a che non ho iniziato a occuparmi di qualcosa che era profondamente “mio”, di qualcosa che mi appassionava fino al midollo. Da quel momento in poi non si è più trattato di essere sempre insoddisfatta, ma si è trasformato nel bisogno di andare avanti. Sempre.

Credo che la domanda che dovresti farti, se hai un business, è: voglio MANDARLO AVANTI, oppure voglio ANDARE AVANTI?

Come imprenditori ci troviamo spessissimo nella situazione di dover reagire. Non solo agli imprevisti, ma a quello che succede ogni giorno e che fa parte dell’operatività quotidiana della nostra attività. Reagiamo ai problemi che si presentano ma anche alle mail che troviamo nella nostra inbox, agli appuntamenti che abbiamo segnato sul nostro calendario, al lavoro che dobbiamo smaltire. Arriva un input (che può essere esterno o che può essere qualcosa che noi stessi abbiamo pianificato) e noi da bravi soldatini rispondiamo mettendoci all’opera.

Niente di male – è chiaro che dobbiamo lavorare per realizzare i nostri progetti, e che non succede nulla se non facciamo qualcosa. Ma dobbiamo imparare a trovare un equilibrio tra la nostra reattività e la nostra creatività.

Dobbiamo impegnarci a dare spazio ogni giorno all’azione (e non solo alla reazione), perché è questo che fa un imprenditore: guarda avanti, va avanti.

Reagire significa andare avanti con il pilota automatico. Ti è mai capitato di sentirti così? Credo tu abbia capito cosa intendo.

Quando andiamo avanti con il pilota automatico il massimo a cui possiamo aspirare è produrre i soliti risultati. Che per quanto buoni possano apparire, non hanno nulla a che fare con l’essere un imprenditore e avere un business florido. Ottenere i soliti risultati al massimo ci permette di mandare avanti un business, ma è quello che davvero vogliamo?

Quando invece che re-agire agiamo in modo creativo, riusciamo a trasformare in realtà nuove idee. La creatività è caratterizzata dalla capacità di percepire il mondo in modi nuovi, di trovare pattern nascosti, di trovare connessioni tra cose e fenomeni che non sembrano in alcun modo correlati e di generare così nuove soluzioni. È in questo modo che teniamo fede alla promessa che fa (o dovrebbe fare) il nostro business, e cioè “creare valore”. Ed è in questo modo che possiamo distinguerci dalla concorrenza.

Come possiamo dare più spazio alla creatività riducendo la reattività?

  1. Eliminiamo o deleghiamo le attività reattive e facciamo spazio a quelle creative. Ogni giorno prendiamoci del tempo per coltivare la nostra creatività; mettiamo in agenda del tempo per pensare, lontani dal rumore. Connettiamoci con il mondo fuori da noi e sperimentiamo suoni e odori e tutti i nostri sensi;
  2. Abbandoniamo il multitasking. Concentrarci su troppe cose alla volta non favorisce la creatività;
  3. Mettiamoci in ascolto. Prendiamoci del tempo per ascoltare i nostri clienti, il nostro pubblico, i nostri stakeholder (portatori di interesse). Leggiamo i commenti ai nostri post ma anche le altre conversazioni che avvengono online o offline, per capire che cosa conta veramente per il nostro target;
  4. Ogni giorno guardiamo i nostri impegni da una diversa prospettiva. Consultiamo la nostra agenda e chiediamo quali sono gli impegni che richiedono creatività e quelli che invece hanno bisogno di reattività. Distribuiamoli in modo più equilibrato.

Prova a prendere in mano la tua agenda e a guardare gli impegni della scorsa settimana. Quanto spazio c’è stato nel tuo planning per la creatività e quanto invece hai dedicato a re-agire? Se ti va di raccontarmelo, lasciamo un commento.