Per finanziare un progetto abbiamo diverse possibilità. Investire il nostro denaro oppure cercare dei finanziatori istituzionali, o ancora avviare una campagna di crowdfunding. Nella nuova puntata del mio vlog ti racconto come finanzierò il progetto dei miei corsi di coaching in scatola, e spiego perché ho rinunciato al crowdfunding. In questo post trovi un riassunto di quello che racconto nel video.

 

 

Molto spesso si pensa che avviare una campagna di crowdfunding abbia costo zero. In effetti le piattaforme sono praticamente tutte gratuite e aprire la propria campagna non richiede finanziamenti. Almeno apparentemente. Gli esperti di crowdfunding infatti consigliano caldamente di avviare una campagna con un’ottima strategia di comunicazione. E cioè con un video di presentazione che sia professionale, coinvolgendo il più possibile la propria community, e magari anche sponsorizzando la propria campagna su altri canali. Tutto questo ha un costo, non solo in termini di tempo. Ma è fondamentale per avviare una campagna di crowdfunding che abbia qualche chance di successo.

Un altro investimento riguarda il finanziamento iniziale della campagna. Se non investiamo noi per primi nessun altro ci darà fiducia. E comunque psicologicamente è più facile finanziare un progetto se si vede che ha già ottenuto degli investimenti. Quindi gli esperti consigliano di essere i primi ad “acquistare delle quote”.

Ho deciso che il crowdfunding non faceva per me perché avrei dovuto investire comunque dei soldi e quindi preferivo farlo in un altro modo, e poi anche perché ritengo di non avere una base di follower abbastanza ampia da poter sperare in un investimento sufficiente. Devo ancora coltivare la mia community per poter avviare una campagna di crowdfunding di successo. Perciò ho deciso di indirizzare i miei sforzi verso altre iniziative.

Ha ancora curiosità sul crowdfunding o sul mio progetto? Lasciami un commento o scrivimi una mail. E ricordati di iscriverti al mio Canale YouTube per seguire lo sviluppo del mio progetto.