L’anno scorso, durante il Minimo Festival di Accademia della Felicità, mi è stato chiesto di parlare di minimalismo e decluttering in un ambito che non è esattamente “il mio”: quello delle relazioni.

Come accade per ogni cosa nuova e in qualche modo sfidante, ho detto subito sì con entusiasmo. Poi ho iniziato a pensare che di relazioni non ne so molto (non sono il mio ambito di specializzazione per quanto riguarda il coaching), e soprattutto che parlare di declutterare (“liberarsi di”) persone non mi avrebbe resa la persona più simpatica del mondo. Così ho studiato e mi sono preparata, e ho scoperto alcune cose che mi sembrano interessanti e utili non solo nella vita privata, ma anche in quella professionale.

Il mio intervento iniziava con un esercizio. Scrivi su un foglio il nome di 5 persone con cui spendi la maggior parte del tuo tempo. Possono essere famigliari, amici, ma anche i colleghi di lavoro. Se sei un pendolare, possono essere anche i tuoi compagni di viaggio, che vedi anche per 2 o 3 ore al giorno magari.

Adesso assegna un punteggio da 1 a 10 a ciascuna di queste persone. Basati su quanto ti piacciono queste persone, quanto le ammiri, quanto sono brave, quanto ti danno in termini di positività, gioia, energia.

E ora guarda i voti che hai dato e calcola qual è la media di queste 5 persone? È alta? Oppure è bassina? Secondo l’imprenditore e motivational speeker Jim Roth noi “siamo la media delle 5 persone di cui ci circondiamo”. Come ti senti adesso, pensando alla media che hai ottenuto tu?

Perché fare decluttering delle relazioni?

Una recente ricerca dell’Università di Tel Aviv e del MIT di Boston ha rivelato che non piacciamo alla metà dei nostri amici. E Irene S. Levine, docente di psichiatria della New York University School of Medicine, ha detto che “le buone amicizie sono essenziali per il nostro benessere fisico e mentale, ma è stato dimostrato che le amicizie “tossiche” sono stressanti e hanno un impatto negativo sulla nostra salute“.

Avere meno amici (ma migliori) può aumentare significativamente il nostro livello di felicità, farci sentire più sereni e avere più energia. Perché ci fa guadagnare leggerezza, alleggerire la zavorra, fare spazio per altri rapporti ed eliminare l’inutile che ci appesantisce.

All’atto pratico fare decluttering delle relazioni significa:

  • non spendere i tuoi weekend o le tue serate a uscire con amici per senso del dovere; avrai molto più tempo per te stesso e per fare le cose che ti fanno stare bene;
  • avere la possibilità di dedicare molto più tempo alle persone che ti interessano davvero;
  • non dover trovare scuse per evitare inviti a cui non vuoi partecipare. Viviamo vite impegnate e spesso siamo motivati da quello che pensiamo sia un nostro dovere. Un senso di lealtà che ci fa sentire obbligati a essere amici di alcune persone. Se con queste persone non spendi molto tempo e/o non hai nulla in comune, non c’è nessuna vergogna a decidere di interrompere l’amicizia;
  • non disperdere le tue energie con persone che per te sono “tossiche”; se il rapporto di amicizia è a senso unico, se hai a che fare con persone che si lamentano e ti fanno sentire in colpa in qualche modo (quando tu non hai nessuna colpa per la loro condizione), non è salutare per te. Ricordati che il tuo compito è vivere bene ed essere sereno;
  • raggiungere i tuoi obiettivi più rapidamente, perché a volte le persone che non vanno “alla tua velocità” non fanno altro che trattenerti (dal crescere, dal cambiare, dall’avere successo)

Chi decluttero?

  • persone che fanno delle cose che non ti piacciono o con cui passi del tempo ma poi torni a casa e sei triste o arrabbiato;
  • persone che magari per un periodo della tua vita sono stati tuoi amici stretti, e con cui ti scambi inviti reciproci ad uscire, per poi finire sempre con il cancellare l’appuntamento perché subentrano sempre altri impegni o emergenze;
  • persone negative, che parlano sempre dei loro problemi, si lamentano sempre, non vedono mai niente di positivo e finiscono col farti sentire triste;
  • persone “tossiche” che cercano sempre, in qualche modo, di sabotare la tua vita per potersi sentire più soddisfatte della loro, che ti criticano in maniera più o meno diretta o subdola;
  • i cosiddetti “vampiri psichici”: quelle persone che ti esauriscono emozionalmente, che “succhiano” la gioia di vivere da tutte le persone che si trovano intorno. Hanno sempre bisogno di qualcosa, sono ossessionate da se stesse e non riescono a prendere in considerazione un altro punto di vista se non il loro: ne conosci qualcuno?

Non ci sono solo gli amici da declutterare

Quando parlo di “fare spazio” per relazioni migliori non intendo solo le relazioni amicali reali, ma anche quelle virtuali, che potrei eliminare dalla tua vita per fare spazio ad altro. Ecco un elenco da cui prendere ispirazione:

  • clienti con cui non ti va di lavorare (perché non fare più spazio, invece, per i clienti con cui ti piace lavorare?);
  • gruppi FB dove non trovi più nulla di interessante;
  • gruppi di networking che sono diventati più un obbligo che un piacere o un vantaggio;
  • fornitori che non sono al livello di servizio che cerchi;
  • gruppi di volontariato che non ti interessano più;
  • una collaborazione che non funziona più;
  • newsletter che non leggi più;
  • vecchie email, conversazione su whatsapp o sms che non ti dà piacere rileggere, ma che ti fanno soffrire;
  • le persone che sono amiche su FB ma che pubblicano solo cose sgradevoli o che non ti piacciono

Questo elenco ti è servito? Se stai iniziando a pensare che in effetti c’è qualcuno nella tua vita di cui potresti fare a meno, prova a domandarti se “liberartene” potrebbe fare spazio a relazioni di maggior valore per te. E se la risposta è sì, datti da fare per creare quello spazio. Se ti interessa capire come farlo, e se vuoi che scriva una seconda puntata di questo post, fammelo sapere! Ho qualche “tecnica” da condividere.