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In questo periodo di quarantena mi sto affidando alle due cose che mi aiutano a rimanere centrata e a non perdere la testa. Il lavoro e la scrittura. Sono le due attività che mi stanno aiutando ad affrontare questo momento di cambiamento, a cui tutti ci dobbiamo adattare per forza di cose.

Amo il mio lavoro, mi piacciono moltissimi aspetti di quello che faccio, e quelli più noiosi o fastidiosi li accetto volentieri perché mi permettono di ottenere qualcosa che mi rendo conto è davvero raro: poter fare quello che mi piace per vivere.

La scrittura poi è il mio salvavita. C’è sempre quando ne ho bisogno. E mi sostiene anche quando torno da lei dopo non essermi fatta vedere per un po’.

Posso con certezza affermare che sto bene. Senza negare di avere dei momenti di down, come tutti. Venerdì mi sono arrabbiata tantissimo per un sacco di cose. Ma ho anche fatto una cosa molto saggia. Ho mollato.

Di solito mi spingo al massimo. Sento puzza di zona di comfort? Io ci devo saltare fuori a piè pari, se no non sono contenta. Mio padre una volta mi ha detto che io e mio fratello siamo molto diversi: lui vede un muro e si ferma; io se vedo lo stesso muro accelero. Mi sembra un buon modo per descrivere come sono fatta.

Ma venerdì ho mollato. Ho avuto una prima sessione tostissima con un cliente. Ho resistito per un’ora continuando a ripetermi che era un nuovo cliente, e in questo periodo buttalo via. Che me l’aveva mandato una persona a cui voglio bene e che stimo professionalmente, e non volevo deluderla. Che le sfide mi piacciono e che non si molla.

E invece alla fine ho mollato. Gli ho detto che non pensavo di essere la persona giusta per lui in questo momento, e che mi sarei assicurata che ne trovasse un’altra. Parto da questo esempio per raccontarti come sto cercando di sopravvivere alla quarantena. Non me l’ha chiesto nessuno, ma chissà che i tentativi che sto facendo non siano utili a qualcun altro.

I miei consigli (non richiesti) per sopravvivere alla quarantena

1. Va bene mollare – le energie in questo periodo sono ai minimi storici, quindi è ok se il mio rendimento cala. Va bene dire di no a tutte quelle cose che richiedono uno sforzo eccessivo, che oggi non posso affrontare. Non finisce qui: il mio lavoro andrà avanti anche dopo questa quarantena, e ho bisogno di lucidità e di tutte le mie forze per far sì che vada avanti bene.

2. Non mollo sulle cose importanti – e qui ecco che inizi a sospettare che io sia bipolare. In realtà sono convinta che quello che dico ha senso: nei momenti di confusione e di estrema stanchezza dobbiamo rallentare. Questo non significa fermarsi completamente. Proprio perché c’è un futuro che ci aspetta, ho deciso di non mollare le cose che sono veramente importanti per me. Ognuno di noi ha delle priorità, e dovrebbe attaccarsi a quelle in questo periodo. Ricordandosi che c’è un dopo, e che anche il poco che facciamo ora renderà questo dopo più semplice.

3. Cerco di essere d’aiuto a chi fa più fatica di me – sono un’introversa, amo stare da sola. Perciò sì, mi dà una noia tremenda essere costretta a casa, ma questa cosa non mi fa andare completamente fuori di testa. Non vedere gente non è una sofferenza enorme, ma capisco che lo sia per qualcun altro. Perciò sto facendo cose che in una situazione normale non farei: mi rendo disponibile per fare due chiacchiere. Ora, non è che sono un mostro e un’asociale completa, ma a differenza di molti miei amici estroversi io non ho bisogno di parlare tutto il giorno con qualcuno per ricaricarmi. Il contrario. Ma sto aumentando le ore di “chiacchiere” perché so che c’è gente che ne ha estremo bisogno.

4. Evito le scemate – ho silenziato un gruppo whatsapp dove la gente continua a girare fake news, video, meme e altre amenità di cui non mi interessa. Il problema non sono i meme chiaramente: è ricevere gli stessi un milione di volte. Mi distrae e mi dà noia. Perciò limito le informazioni esterne a quelle che ritengo utili e che vengono da fonti ufficiali e verificate. Mi concedo di leggere cavolate pochi minuti al giorno, quando ho voglia di distrarmi e spegnere il cervello. Per il resto silenzio la valanga di notizie non verificate, teorie del complotto, polemiche che sta intasando i social.

5. Cucino (ma questo non mi farà diventare una foodblogger) – stando costantemente a casa cucino parecchio più del solito. Il che mi fa piacere. Ma non sento il bisogno di condividere le mie ricette. Questo lo dico per aprire una parentesi di business: capita di uscire dal seminato e di provare a condividere cose diverse “dal solito”. Figurarsi in un momento così particolare come questo… L’importante però è essere consapevoli del motivo per cui lo si fa. Se è un obiettivo di business devo chiedermi se quello che voglio condividere è utile alla mia attività oppure no. Se lo faccio per passare il tempo va benissimo (e allora è preferibile utilizzare gli account personali e non quelli di lavoro). Nei momenti di difficoltà è facile farsi prendere dal panico e provare la qualunque per vedere se funziona. Ma trasformarsi in schegge impazzite non serve a nulla. Perciò anche in questo periodo alleniamo la consapevolezza, e se facciamo delle scelte di business, che siano frutto di un ragionamento logico, e non del panico. Rimaniamo fedeli a noi stessi, perché alla fine è questo che paga.

6. Alleno la fiducia (in me e nel genere umano) – l’essere umano ha una grandissima capacità di adattamento. E tanto più siamo in grado di sviluppare la nostra flessibilità ed elasticità mentale, tante più possibilità abbiamo di prosperare. In qualsiasi condizione. La prova ce l’abbiamo sotto gli occhi proprio in questi giorni: i momenti di crisi stimolano la creatività (un esempio? Le maschere di Decathlon trasformate in respiratori grazie alla stampa 3d). In questi giorni cerco di coltivare la fiducia, prima di tutto in me stessa. Non so cosa mi aspetterà dopo, ma quando si innesca un cambiamento non mutano solo le condizioni esterne: mutiamo anche noi. Quindi domani la situazione potrà cambiare in meglio o in peggio (penso ad esempio alle difficoltà che si potranno avere a livello di business) ma anche noi non saremo gli stessi che eravamo ieri. Io sono convinta che saremo una versione migliore di noi stessi e che affronteremo le cose con più strumenti di quelli che abbiamo oggi.