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Se sei iscritto alla mia newsletter o se mi segui sui social dovresti ormai aver saputo che ho lanciato un corso online gratuito che si chiama Chi ha paura della concorrenza? (Se invece non lo sai, puoi leggere la mia newsletter e scoprire di cosa si tratta).

Oggi vorrei spiegarti perché ho deciso di creare questo corso, perché la dice lunga sul tipo di coach che voglio essere. E ho pensato che potesse tornarti utile saperlo.

La motivazione per cui facciamo business ha a che fare con la nostra vision. E la nostra vision risponde a due esigenze: la prima puramente egoistica (e cioè fare qualcosa che ci piace o ci fa sentire realizzati), la seconda altruistica (dare un nostro contributo, generare un impatto – nelle vite degli altri).

Ogni cosa che facciamo per il nostro business dovrebbe seguire la nostra vision. Quindi il mio corso nasce principalmente per un motivo “egoistico”: permettermi di far crescere la mia attività e di consolidare la mia posizione come business coach. Ma anche per un motivo “altruistico”: diffondere ciò che so perché altre persone possano gestire business di successo. Questo è il mio obiettivo come coach.

Quando ho scritto la newsletter di lancio del corso ho deciso di parlare anche un po’ di me, alla fine. E di raccontare quali sono le mie competenze, in modo da aggiungere un ulteriore tassello alla presentazione del corso e con quello cercare di convincere anche i più indecisi. Dire chi siamo e come la pensiamo crea valore, e permette ai nostri potenziali clienti di entrare in connessione con noi, provando empatia e capendo se siamo effettivamente la persona che stanno cercando.

Perché è importante parlare di sé?

In questo post voglio approfondire questo aspetto, per aiutarti a capire se io sono la persona che stai cercando, ma anche per mostrarti perché è importante parlare di sé quando si fa business.

Nello scrivere in newsletter quella breve presentazione finale, mi sono accorta di una cosa buffa. All’inizio ho detto una cosa veramente generica. Ho scritto che grazie al corso ti avrei messo a disposizione la mia esperienza e le mie competenze. Mentre scrivevo questa frase mi è scattato un allarme in testa. Anzi, mi sono proprio detta “Grazie al c…”. Per dirla in modo più fine: certo Micaela, esperienza e competenze, come se gli altri coach non mettessero a disposizione le stesse cose… Ed è stato buffo perché è un automatismo (che fortunatamente riconosco immediatamente e di conseguenza posso correggere) che ha proprio a che fare con quello di cui parlo nel mio corso sulla concorrenza. E cioè il fatto che è fondamentale comunicare il nostro valore aggiunto, quello che ci distingue dagli altri che fanno il nostro stesso lavoro. Se mi fossi limitata a scrivere quella banalità, avrei perso l’occasione di raccontare il mio punto di vista, cosa significa per me esperienza e competenza, e in che cosa le mie esperienze e le mie competenze sono diverse da quelle di altri coach. Non per forza migliori, ma differenti. E quindi più adatte per certi clienti piuttosto che per altri.

Così ho provato ad andare un po’ più in profondità e a specificare che cosa intendo io per esperienza, cioè che cosa ho fatto in passato, e cosa intendo come competenza, cioè che cosa ho imparato. La mia formazione come business coach prevede una parte di esperienza sul campo e una parte di studio. Cioè, quello che oggi impari da me deriva dalle mie esperienze personali come imprenditore, e dagli studio di business che ho fatto. A questo punto specificare meglio i concetti significa dirti che tipo di imprenditore sono stata (ho fondato e gestito due startup tecnologiche) e che tipo di studi ho fatto (al Politecnico e al MIT di Boston).

Ti racconto questi “passaggi logici” perché sono quelli che dovresti fare anche tu quando vuoi mostrare il tuo valore e distinguerti dagli altri professionisti che fanno il tuo stesso lavoro. In sintesi dovresti tenere presente queste “regole”:

  • non “accontentarti” delle frasi fatte
  • se quello che hai scritto potrebbe averlo scritto chiunque altro riscrivilo meglio
  • sii molto preciso nel dire perché sei diverso
  • non aver paura di “tirartela” perché stai semplicemente dicendo la verità

Il passaggio successivo può essere specificare ulteriormente che significato danno le tue competenze e le tue esperienze al tuo lavoro oggi. Essere un’imprenditrice all’interno di un sistema innovativo come quello delle startup tecnologiche mi ha permetto di sviluppare un mindset che non è così diffuso come ci immagineremmo. E che invece è molto utile quando ci si vuole mettere in proprio. Io ho fatto entrambe le cose: sono stata un’imprenditrice e ho dovuto gestire una certa complessità, e sono stata anche una freelance (prima e dopo aver aperto le mie società) e confrontarmi con un tipo di complessità differente.

A volte ho la sensazione che si pensi che gli imprenditori facciano business e che i freelance invece siano degli sfigati che sì, vivono del loro lavoro, ma che sia quasi più vicino a un hobby che a una professione vera e propria. Ora, questa cosa per me è assurda. E la trovo ancora più assurda quando sono i freelance stessi a mettersi in una posizione da sfigati (o di inferiorità). Ecco spiegato il motivo per cui io faccio consulenze di business nel modo in cui le faccio: e cioè prendendo temi, strumenti, tecniche tipici delle aziende e applicandoli all’attività dei freelance. Perché per me non c’è una vera differenza tra imprenditore e libero professionista. La complessità da gestire è diversa (l’imprenditore opera magari su mercati più ampi, gestisce un team di collaboratori, segue progetti più grossi, fa altre cose che a volte un freelance non fa), ma il mindset può e deve essere lo stesso. Ecco perché insisto su questa cosa.

Un altro aspetto del mio lavoro riguarda il metodo. Non ho nessun interesse a tenere legati a me i miei clienti all’infinito. Certo, mi fa piacere se una persona mi richiede più consulenze o partecipa a diverse delle mie iniziative. Oltre a farmi piacere è qualcosa che mi permette di “stare in piedi” quindi mi impegno perché accada. Ma quello che non voglio che succeda è che si crei un rapporto di dipendenza. Il mio obiettivo, quando lavoro con qualcuno, è di renderlo autonomo. E cioè di fornirgli tutti gli strumenti perché in futuro possa portare tutti gli aggiustamenti necessari al suo business, senza per forza dover “ricominciare da capo”.

Ora, non so se si capiva tutto questo dalle 10 righe che ho scritto nella newsletter. Ma penso che in qualche modo certi concetti siano passati. E se impariamo a sottolineare il nostro valore in diversi modi, e attraverso diversi strumenti, i nostri potenziali clienti se ne ricorderanno nel momento in cui dovranno scegliere il professionista a cui rivolgersi.

Ecco, spero che questo post ti abbia dato qualche indizio in più sul perché è importante parlare del tuo valore, oltre che dimostrarlo quotidianamente attraverso i tuoi prodotti e servizi. E su come puoi farlo, anche in maniera non troppo “invasiva”. Non farti sfuggire nessuna occasione. Anche quelle che ti sembrano più banali, come le ultime righe di una newsletter.

E se vuoi approfondire l’argomento del valore e di come la concorrenza può aiutarci a identificare il nostro, ecco il link diretto per iscriverti al mio corso, che parte lunedì 21 ottobre.