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Il prossimo weekend sarò a Il Mondo Creativo, il Salone dell’Hobbystica e del Fai da te di Bologna. Sarò a disposizione per consulenze one-to-one (quelle del sabato sono già state prenotate, se vuoi puoi iscriverti a quelle di domenica!), uno speed date durante il quale darò consigli di business a freelance o aspiranti tali, e due workshop.

Qualche mese fa in Accademia della Felicità ho tenuto un workshop intensivo chiamato Business per creativi, e sono felice di incontrare altre persone che stanno provando (o ci sono già riusciti) a trasformare la loro passione in un lavoro. I “creativi”, intesi come artisti, musicisti, scrittori ecc. tendono generalmente a rabbrividire quando sentono parole come cashflow, business plan, marketing… La maggior parte di loro probabilmente vorrebbe essere completamente libera da tutto quello che ha a che fare con le vendite e il commercio, e occuparsi esclusivamente della propria arte. Perché, come scrive Tom Hodgkinson nel suo Business for Bohemians, “fare cose è facile (la nostra arte). Venderle no (il nostro business)”.

Io adoro lavorare con i creativi. Sono una vera e propria sfida per un business coach. Perché se tutti noi “comuni mortali” dobbiamo fare uno sforzo per adottare un mindset imprenditoriale quando ci mettiamo in proprio, per i creativi in senso stretto questo passaggio è ancora più difficile. Ma non impossibile. Ci sono almeno un paio di cose sulle quali vale la pena riflettere se sei un creativo e vuoi fare business.

Prendersi la responsabilità

La prima cosa da fare se sei un creativo e vuoi vivere della tua arte, è prenderti la responsabilità del tuo business. Che significa accettare tutto della tua attività, e non solo la parte che ha a che fare con il “creare”. Fare business infatti non significa solo produrre le tue opere, ma scrivere sul tuo blog, tenere la contabilità, utilizzare i social per farti conoscere e vendere… Tutte cose che probabilmente trovi noiose o difficili o che addirittura ti terrorizzano.

Ma vedila in questo modo: prenderti la responsabilità del tuo business ti consente anche di avere la libertà che desideri nel tuo lavoro. I businessmen “duri e puri” sono interessati a una sola cosa: i soldi. Non hanno una passione per un particolare tipo di prodotto, ma vogliono scalare. Che tradotto in parole povere potrebbe essere “fare più soldi possibile con il minor sforzo possibile”. Il creativo invece vuole fare quello che lo appassiona, realizzare un prodotto che ama e mantenersi grazie alla sua creatività. Vuole divertirsi e trasformare la sua passione in un business.

Tu perché vuoi fare business? Questa è la domanda che ti devi fare prima di ogni altra cosa.

  • Desideri una grande ricchezza, o vuoi la libertà? Le vuoi entrambe?
  • Vuoi comunicare un messaggio?
  • Vuoi avere fine settimana di tre o anche quattro giorni?
  • Vuoi divertirti?
  • Vuoi aiutare le persone?
  • Vuoi la soddisfazione che deriva dal creare qualcosa di bello o di utilità?

Imparare a vendere

Se hai un business (piccolo o grande che sia) sei un venditore. Non ci piove. E se stai obiettando – ma io non sono capace di vendere! – ecco la buona notizia: tu sei già il migliore venditore possibile. Perché è molto più semplice vendere qualcosa di cui sei genuinamente appassionato, che ti piace, e che ti rende felice. Sei quindi già ad almeno metà strada nel tuo percorso per imparare a vendere: perché ami quello che fai, e adori i tuoi prodotti. Devi solo imparare come farli adorare anche dagli altri!

Quindi ecco qualche consiglio pratico.

  1. Le persone non comprano il tuo prodotto perché è favoloso. Comprano il tuo prodotto perché LORO sono favolose, e grazie ad esso possono esserlo ancora di più. Cioè, devi dare alle persone qualcosa di cui hanno veramente bisogno, devi fare in modo che quando comprano da te sentano di aver fatto la cosa giusta, perché oltre al tuo prodotto si sono portati a casa un grande valore. Li hai aiutati a sentirsi meglio, a diventare ancora più favolosi. In che modo il tuo prodotto contribuisce a rendere le persone ancora più favolose?
  2. Devi imparare a darti degli obiettivi. Senza non riesci a misurare i tuoi progressi e sarai come la pallina di un flipper: sballotato a destra e a sinistra da forze che sono al di là del tuo controllo. Se quello che vuoi è vivere della tua creatività, devi imparare a definire dove vuoi arrivare, quanto vuoi guadagnare, quanto successo vuoi avere. E fare quello che occorre per raggiungere i tuoi obiettivi. Ti sei mai chiesto dove vuoi arrivare con il tuo business? Hai mai dato un valore preciso al fatturato che vuoi generare? Ti sei mai domandato che significato ha per te la parola successo?
  3. Le persone comprano più volentieri se sentono di essere parte di una storia, e se sanno di aver contribuito in qualche modo a creare il prodotto che gli stai proponendo. Devi raccontare il tuo lavoro, il tuo processo creativo, perché è il modo più semplice per coinvolgere le persone. Grazie ai social network hai la possibilità di far conoscere i tuoi prodotti ma soprattutto di raccontare la tua storia, e le storie sono quelle che ci coinvolgono, fin dalla notte dei tempi. Non mostrare il tuo prodotto solo una volta che è finito: racconta come nasce, da dove trai ispirazione, le fasi di progettazione, e tutto quello che fa parte della tua routine lavorativa. In questo modo otterrai feedback, consigli, sostegno, e creerai intorno a te una comunità di persone che si sentono coinvolte, che hanno una relazione con te e che saranno ben contente di acquistare da te.

Breve bibliografia di business per creativi

Ora che ha letto le mie indicazioni per riflettere sul tuo business, ecco alcuni libri che possono aiutarti a migliorare il tuo business se sei un creativo (ma anche se pensi di non esserlo):