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Quando si gestisce un business si deve fare pace con un’attività che non a tutti gli imprenditori e i liberi professionisti va a genio. Parlare di sé.

O meglio, parlare dei propri prodotti e servizi. Che nel caso di un freelance è un po’ la stessa cosa che parlare di sé. Te lo sarai sentito dire un milione di volte: quello che vendi deve esprimere i tuoi valori come professionista, deve dire chi sei, in modo che gli altri possano entrare in relazione con te ed essere più portati all’acquisto.

Ma parlare di sé, dicevamo, risulta spesso difficile. Perché non sempre riusciamo ad avere – prima di tutto come persone e poi anche come professionisti – una buona autostima.

Avere una buona autostima significa imparare a valutare la propria persona obiettivamente, comprendendo e soppesando pregi e difetti senza dare giudizi di tipo morale. Questo modo di pensare è molto difficile da mettere in pratica. Siamo troppo legati alla validazione esterna e troppo rigidi con noi stessi per riuscire a vedere le cose come stanno. A volte sembra che siamo convinti di essere “nati per soffrire” e quindi non valutiamo serenamente quello che sappiamo fare meno (e quello che sappiamo fare meno bene), che è appunto la base dell’autostima.

Perché ci vuole autostima per fare marketing?

Parlare di sé e dei propri prodotti o servizi ci serve per farci conoscere dagli altri, per entrare in connessione e spingerli all’acquisto. Riuscire a scattare una fotografia onesta di chi siamo e di cosa siamo capaci di fare, ci permette di comunicare in modo chiaro. Senza necessariamente esaltarci troppo (che è una delle cose che vedo spaventa tantissime persone) ma anche senza sminuirci (che è quello che può “uccidere” il nostro business).

Avere una buona autostima non significa avere un atteggiamento di superiorità, ma non avere paura di sbagliare, affrontare le difficoltà, mostrarsi per ciò che si è in modo onesto e sincero. Farsi “vedere” per ciò che si è agli altri è un modo per creare quel rapporto di fiducia necessario affinché le persone vogliano comprare qualcosa da noi.

Ecco qualche suggerimento – in rigoroso ordine sparso – per provare a coltivare la propria autostima e fare marketing senza paura di “tirarsela”:

1. Impara a riconoscere il tuo valore – fare business significa “creare valore”. Domandati qual è il valore che tu crei per gli altri. Che cosa li aiuti a fare? Come vuoi che si sentano i tuoi clienti dopo che hanno utilizzato i tuoi prodotti o usufruito dei tuoi servizi? Che risultati vuoi che ottengano? Che impatto vuoi avere? Se sei consapevole di quello che puoi davvero fare per gli altri, sarà più facile per te comunicarlo senza troppo “pudore”.

2. Racconta semplicemente la verità – ricordati che quando scrivi una sales page o un post sui social per promuovere il tuo business stai raccontando una storia. Una storia vera. La tua, e quella del tuo lavoro. Se ti attieni a questo non puoi avere paura di esagerare perché stai semplicemente dicendo la verità.

3. Mantieni ciò che prometti – se prometti qualcosa ai tuoi clienti, attraverso i tuoi prodotti e servizi, accertati di poterlo mantenere. La semplicità paga: focalizza il reale problema che puoi risolvere e racconta esattamente come puoi farlo. Per assicurarti di mantenere le tue promesse prima pensa a comprare, poi a vendere. E cioè chiediti se tu compreresti i tuoi prodotti o servizi così come sono adesso, oppure se ci sono delle cose che mancano o che potresti migliorare. A furia di mantenere le promesse che fai ai tuoi clienti ti rafforzerai e non avrai più così tanta paura di parlare di te e di quello che fai.

4. Rimani ancorato al tuo scopo – quando il tuo fare business è legato a uno scopo più alto, al tuo vero “perché”, alla tua vision, è più facile riuscire a promuoverlo. Se sei certo del contributo che puoi dare al mondo e se è la cosa che desideri più di ogni altra, ti accorgerai che fare un passo fuori dalla tua comfort zone sarà più facile. Quando vuoi con tutto il cuore aiutare gli altri attraverso i tuoi prodotti e servizi, non riesci a tenertelo per te. Invece di pensare che te la stai tirando, prova a chiederti chi cavolo ti credi di essere per tenerti per te una cosa così bella che invece potresti condividere con gli altri.

5. Accetta i complimenti – abbiamo la tendenza a rispondere a un complimento minimizzando. Che belli i tuoi prodotti – Figurati sono semplicissimi da fare; che idea grandiosa hai avuto – Ma no, non è niente di speciale. Quando qualcuno ci dice che siamo bravi ci mettiamo subito sulla difensiva, come se ci fosse qualcosa di cui vergognarci. Accettare i complimenti significa che quando qualcuno tesse le lodi dei nostri prodotti e servizi ne prendiamo atto e basta. C’è un esercizio in coaching, molto semplice e molto efficace. Quando qualcuno ti fa un complimento rispondi solo “Grazie”. Non “Grazie, ma…”. Se provi a pensarci ti renderai conto che hai spesso l’abitudine di sminuire quello che fai. Ma non devi mortificarti. Essere modesti non è per forza un pregio. Essere onesti sì. Perciò se qualcuno crede in te, se qualcuno ti fa un complimento per un tuo prodotto o un tuo servizio, impara a rispondere semplicemente con un “grazie” e vedrai che con il tempo smetterai di sminuirti.