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Dal 10 al 12 maggio sono stata a Bruxelles, per partecipare al Plannercon Europe, l’evento europeo dedicato ai planner. Due giorni interi di workshop e speech per imparare ad usare l’agenda, decorarla, essere creativi, organizzare la propria vita ed essere produttivi. Il tutto farcito da una tonnellata di agende, quaderni, penne, adesivi, carte e chi più ne ha più ne metta, da utilizzare a supporto del proprio metodo di pianificazione.

Dal Plannercon Europe sono tornata a casa con la valigia piena di materiali, ma anche di idee e riflessioni sulla pianificazione del proprio business e della propria vita. In questo post ti racconto le tre cose che ho imparato (o ripassato) da questo evento.

PIANIFICARE = CREARE

Anche al Plannercon Europe ho avuto la conferma che la pianificazione è fondamentalmente un atto creativo. Non perché ci sono persone che decorano la loro agenda o trasformano il proprio Bullet Journal in un’opera d’arte. Ma perché pianificare significa creare il proprio futuro. Amber e Kevin di Carpe Diem Planners ci  hanno ricordato che “il desiderio di creare è uno dei più profondi aneliti dell’animo umano”, e che ogni giorno possiamo creare ciò che desideriamo pianificando i nostri obiettivi e i passi per raggiungerli.

Erin Condren – fondatrice dell’omonima azienda che produce un planner diventato ormai di culto tra gli amanti del genere – ha sottolineato che la pianificazione è molto di più che organizzare le nostre giornate: è celebrare ogni giorno. E raccontando la sua storia di imprenditrice, ha ricordato anche che “possiamo fare qualsiasi cosa, ma che non possiamo fare tutto (almeno non tutto in una volta)”. Spesso pensiamo che il multitasking sia un valore e che per essere “bravi” dobbiamo poter fare tutto e tutto assieme. Dimenticandoci che il nostro “super-potere” risiede invece nella nostra capacità di fare qualsiasi cosa, e cioè di raggiungere qualsiasi obiettivo che ci prefissiamo, non importa quanto sia ambizioso.

Per farlo però dobbiamo essere consapevoli di quello che vogliamo, e imparare non solo a pensarlo ma anche a scriverlo. Il Team di Erin Condren, durante un workshop, ha mostrato i risultati di una ricerca svolta dall’Harvard Business Review, secondo la quale chi scrive i propri obiettivi su carta e pianifica i passi per raggiungerli è 10 volte più efficace nel realizzarli degli altri che non li scrivono (o che non ne hanno affatto). Il successo nel raggiungimento di quello che desideriamo è esponenzialmente maggiore se ci mettiamo a scrivere nero su bianco i nostri obiettivi. Prima definendo qual è la nostra vision, e poi identificando un passo alla volta per arrivare ai risultati più grandi.

Lo speech di Erin Condren mi ha colpita anche quando ha ricordato che se quello che vogliamo non accade esattamente quando lo desideriamo, non è detto che non succederà mai. Siamo spesso impazienti di ottenere un risultato o di realizzare un progetto, che spesso perdiamo di vista il quadro complessivo. E ci facciamo prendere dallo sconforto quando le cose non vanno esattamente come ce le eravamo immaginate. In realtà c’è un tempo per tutto, e il fatto che oggi – magari – non riusciamo a portare a termine un piano, non significa che non potremo farlo in futuro. Se i nostri obiettivi sono “giusti” potrebbe solo non esserlo il momento. Quindi un insuccesso non ci deve far rinunciare ai nostri sogni, perché se ci lavoriamo con cura e passione, prima o poi potremo realizzarli.

FALLO A MODO TUO, MA PROVA IL BULLET JOURNAL

Sul Canale YouTube del Plannerocon Europe è possibile vedere l’intervista completa a Ryder Carroll, inventore del Bullet Journal, che è stata trasmessa in anteprima durante l’evento di Bruxelles. Vorrei sottolineare un paio di passaggi, perché potrebbero aiutare tutte le persone che vorrebbero provare il BuJo, ma che si sentono bloccate.

Prima di tutto Carroll sottolinea che le persone spesso pensano che il Bullet Journal sia un quaderno, ma in realtà è un metodo. Sul suo sito spiega la metodologia alla base del BuJo, e la approfondisce nel suo libro, mostrandone i passaggi e le caratteristiche che possono aiutarci a pianificare meglio la nostra vita. Quindi fare Bullet Journaling richiede un minimo di “studio”, e se il metodo viene applicato correttamente e con costanza, i risultati possono essere sorprendenti. Sul mio blog trovi una sintesi del metodo e qualche suggerimento base, ma per uno studio più approfondito rimando al sito e al libro di Carroll.

Un’altra cosa fondamentale di cui ha parlato Carroll nell’intervista è che spesso le persone si lasciano intimidire dai meravigliosi tutorial o dalle foto che si trovano in rete. Ci sono persone che creano i loro BuJo in maniera estremamente artistica, ma non è necessario essere capaci di disegnare per utilizzare questo metodo. Non è COME FAI il tuo BuJo che determina il tuo successo nel raggiungere i tuoi obiettivi, ma è PERCHÉ fai Bullet Journaling che ti aiuta ad avere la determinazione giusta per arrivare dove vuoi. Quindi, se sei particolarmente creativo e se hai talento nella calligrafia o nel disegno, sentiti libero di decorare il tuo BuJo come preferisci. Se invece pensi di non avere nessuna capacità particolare in questo senso, ricordati che il tuo stile può essere essenziale e minimalista, ma ugualmente efficace. Il Bullet Journal – dice Carroll – è fondamentalmente un’esplorazione di se stessi, per comprendere ciò che ci motiva e quello che desideriamo ottenere. Ognuno può farla a modo suo.

#PRIORITIZEME: METTITI AL PRIMO POSTO

Ho apprezzato particolarmente lo speech di Amy Vandeputte, business coach che insegna alle donne a diventare la versione più forte, sana e felice di se stesse. Lei al Plannercon Europe ha parlato di priorità, proponendo l’hashtag #prioritizeme e sottolineando così uno degli errori più comuni che ci ritroviamo a fare. E cioè ritenere importante e urgente tutto quanto, tranne noi stesse.

Durante il suo workshop ci ha proposto di scrivere una lista delle priorità della nostra vita in questo momento. Vuoi provare a farlo anche tu? Potrebbe essere il tuo lavoro, la tua famiglia, i tuoi figli… Una volta fatto l’elenco prova a rileggerlo e controlla se tra le varie voci ci sei anche tu. Nella tua agenda le priorità riguardano sempre gli altri? Oppure c’è spazio anche per te stessa? E se dovessi fare una classifica delle tue priorità, quali sarebbero ai primi posti? Tu sei nei primi tre? Ricordati che per avere una vita felice, tu dovresti essere al primo posto, e tutto il resto venire di conseguenza.

Ma come si fa a essere la propria priorità? Un metodo è sicuramente prendersi cura di sé, creando una vita dalla quale non sentiamo il bisogno di scappare. Quando ci sentiamo sopraffatte, quando alzarsi la mattina diventa un peso, quando non ci sentiamo per niente motivate, dobbiamo fermarci un attimo e iniziare a prenderci cura di noi. Come? Provando a creare una routine a nostra misura. Che non si basi sui libri che abbiamo letto, ma sui nostri desideri e le nostre esigenze. Avere una routine mattutina non significa quindi doversi alzare per forza alle 5 e andare a correre, se questo non fa per noi. Avere una routine significa dedicare anche solo 5 minuti, mattino e sera, a ciò che ci fa star bene. Metterci una crema corpo con calma, scrivere, leggere, oppure semplicemente… respirare! Prova a fare un elenco delle cose che ti rilassano e che possono farti iniziare o finire la giornata con gioia. E poi prova a inserirle nella tua pianificazione quotidiana, quando ti alzi e quando vai a dormire.

Spero che questi spunti di riflessione ti siano utili. Hai qualche domanda specifica sulla pianificazione o qualcosa che davvero non ti riesce di fare? Mandami una mail a scrivimi@thepapercoach.it e proverò ad aiutarti.

Se invece vuoi dedicarti alla pianificazione con metodo, ma non sai da che parte iniziare, puoi acquistare la mia Coaching in a Box dedicata al Planning. Nel mio corso di coaching in scatola trovi le credenziali per scaricare il mio workshop sulla pianificazione e tanti materiali utili per organizzarti meglio.