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Nel mese di dicembre ho deciso di trasformare in un journal una cosa che in realtà non lo è: il Manifesto.

Il Manifesto viene definito come “una dichiarazione pubblica che chiarisce ed espone i principi e gli obiettivi (di un movimento o di una corrente politica, religiosa o artistica e di coloro che decidono di aderirvi)”. Potremmo adattare questa definizione dicendo che un Manifesto è una dichiarazione in cui esponiamo i nostri principi, i nostri valori e quelli che sono i nostri obiettivi. Lo possiamo utilizzare per diversi scopi:

  • per pubblicarlo sul nostro sito professionale e far capire meglio al nostro pubblico quali sono i valori su cui si basa la nostra attività;
  • oppure per mostrarlo sul nostro blog personale e farci conoscere un po’ meglio dai nostri lettori;
  • o ancora per definirlo ad uso e consumo personale, e magari appenderlo in casa o nel nostro studio per averlo sempre sott’occhio ed ispirarci ad esso anche nei momenti in cui la nostra motivazione non è esattamente alle stelle.

Che tu abbia o non abbia un business, il Manifesto ti aiuta a far chiarezza su ciò che ti ispira e su quali sono i valori a cui fai riferimento nella tua vita quotidiana. Penso che sia uno strumento potente, e per questo ho deciso di proportelo sotto forma di journal da sperimentare a dicembre per il #12journalsproject.

Che cosa è un Manifesto

Nelle mie ricerche sul journaling mi sono imbattuta in quello che possiamo considerare un sinonimo di Manifesto: la lista personale. Si tratta di una forma di diario che prevede proprio di appuntarsi una serie di frasi che fanno riferimento a ciò in cui crediamo e ai nostri valori-guida. Un esempio della lista personale lo si trova nei diari di Susan Sontag, intellettuale americana che ha iniziato il suo viaggio nel journaling molto presto, all’età di 12 anni. In un appunto scovato tra i suoi diari c’è una lista che parte con “credo” e continua con una serie di frasi che ci permettono di entrare più approfonditamente nel suo mondo e capire ancora meglio le sue opinioni. Più tardi, nel corso della sua vita, la Sontag ha prodotto altre “liste personali” in cui ha sottolineato quali erano le sue opinioni e credenze.

Ma la lista personale può prendere diverse forme. Ad esempio altri scrittori si sono cimentati in “Manifesti” in cui non facevano riferimento ad ambizioni o obiettivi di tipo che potremmo definire “etico”, ma in cui si limitavano a descrivere cose che per loro erano importanti o che erano da evitare o, ancora, che li infastidivano. Si tratta di documentare il proprio pensiero in modo da comprendere meglio chi siamo, cosa desideriamo, e perché no, ciò che davvero non sopportiamo, in modo da evitarlo il più possibile.

Come si fa un Manifesto

Per arrivare a definire per bene il tuo Manifesto ti propongo di fare “pratica” sul tuo journal nel mese di dicembre. Scrivi sotto forma di appunti la tua “lista personale”. Puoi anche farne diverse, seguendo dei temi specifici: quali sono i tuoi valori-guida e le cose in cui credi, oppure quali sono le cose che ami, o ancora quelle che detesti. Tutte queste liste ti aiuteranno a formulare poi un Manifesto completo e definitivo, che racchiuderà tutto quello che è importante fare (o non fare) per te.

Ecco alcune regole da seguire per fare le tue liste e poi trasformarle nel tuo Manifesto:

  1. la tua lista/Manifesto deve essere sotto forma di elenco puntato;
  2. le frasi devono essere sintetiche: non usare subordinate! Ti consiglio di iniziare a buttare giù le idee come ti vengono, ma una volta che avrai deciso cosa inserire nel tuo Manifesto, riassumi il più possibile i concetti chiave;
  3. devi essere preciso e non perdere tempo in troppi dettagli ed elucubrazioni mentali;
  4. devi avere il coraggio di dire esattamente ciò che pensi, senza paura di essere giudicato.

Quali sono i vantaggi di un manifesto

Se lavori al tuo Manifesto potrai trarne diversi vantaggi. Ecco quelli principali:

  • ti conoscerai meglio;
  • potrai decidere di utilizzarlo come ispirazione personale, oppure potrai renderlo pubblico per far sì che gli altri comprendano meglio chi sei (o quali sono i principi su cui basi la tua attività)
  • potrai farlo più volte nel corso degli anni e confrontare un Manifesto con l’altro per vedere come sono cambiate le tue opinioni nel tempo (o se sono rimaste uguali);
  • sarà uno strumento che ti permetterà di entrare in relazione più profonda con i tuoi clienti (se hai un business) perché avranno chiaro chi sei e cosa desideri fare con la tua attività;
  • ti permetterà di mantenere sempre alta la tua motivazione perché ti ispirerà ogni giorno ricordandoti le cose che sono importanti per te.

Sei pronto per iniziare ad abbozzare il tuo Manifesto? Questo mese come vedi ti propongo un journal che non devi per forza scrivere tutti i giorni. Ti suggerisco però di trovare del tempo da dedicare al lavoro sulla tua lista personale, in modo da arrivare a fine mese con le idee chiare. Una buona abitudine è quella di portarti sempre dietro un piccolo quaderno dove puoi prendere i tuoi appunti: così potrai scrivere le tue liste ogni volta che ti verrà in mente qualcosa di importante, senza rischiare di perdere l’ispirazione. Come sempre se vuoi puoi chiedermi consigli o raccontare il tuo percorso sul Gruppo FB dedicato al #journalsproject.