Andare sino in fondo significa non soltanto resistere ma anche abbandonarsi. Ho bisogno di sentire la mia persona, nella misura in cui essa è il sentimento di ciò che è di là da me. Ho bisogno a volte di scrivere cose che in parte mi sfuggono, ma che costituiscono appunto la prova di ciò che in me è più forte di me”.

Così scriveva Albert Camus nel suo diario. Un diario che non era fatto di racconti e resoconti della sua vita, ma che era pieno di domande, di riflessioni, di brevi annotazioni su ciò che pensava. Frasi abbozzate che altro non erano che un’idea da sviluppare, qualcosa che si sarebbe poi potuto strutturare e trasformare in un progetto, un romanzo o chissà…

Secondo il filosofo francese Henri Poincarè la creatività è “unire elementi esistenti insieme con connessioni nuove, che siano utili”. E proprio in questo risiede l’utilità del diario delle idee, che propongo questo mese come journal da sperimentare per il #12journalsproject.

Che cos’è il Diario delle idee

Il Diario delle idee è un quaderno dove annotare, ogni sera, i propri pensieri. Si differenzia da un diario “normale” perché non è necessario fare una narrazione dei fatti che si sono susseguiti durante la giornata, ma semplicemente annotare alcune brevi frasi o addirittura domande su cui si sta riflettendo. È sicuramente molto simile al Taccuino Anarchico, ma il Diario delle idee ne è l’evoluzione. Se infatti nel nostro taccuino, che dovremmo portare sempre con noi, ci limitiamo a registrare intuizioni, frasi e aforismi che ci colpiscono, è nel Diario delle idee che possiamo allenarci a diventare delle “macchine creative”. Sforzarsi di scrivere ogni sera le proprie riflessioni in forma breve, raccogliere le proprie idee sul mondo, o anche solo annotarsi le domande a cui si sta cercando di dare una risposta, diventa un modo per iniziare a fare ordine, e per allenare la “vista” a fare connessioni inedite. Per essere creativi non serve essere particolarmente intelligenti, ma procedere per associazioni di idee che permettono di creare collegamenti con cui possiamo risolvere problemi o fare nuove scoperte e invenzioni.

Anche Charles Baudelaire teneva un Diario delle idee, in cui prendeva nota di quelli che lui stesso definiva “razzi”: una sorta di fuochi d’artificio da sparare per generare un’esplosione. Cioè una raccolta di idee che apparentemente sembravano sconnesse, ma che se collegate l’una all’altra potevano scatenare un fantastico spettacolo pirotecnico. La funzione di questo tipo di diario è proprio quella di insegnarci a creare connessioni, partendo da quello che ci alleniamo ogni giorno a registrare.

A cosa serve Diario delle idee

Il vantaggio principale del Diario delle idee è quello di stimolarci a raccogliere quello che ci passa per la mente non in maniera casuale, ma prendendolo come impegno quotidiano. Quello che scriviamo diventa una sorta di download delle idee che ci passano per la testa e che se non ci segnassimo finirebbero nel dimenticatoio. In realtà, anche se un’idea oggi non ci sembra particolarmente utile o interessante, un domani potrebbe rivelarsi la “chiave di Volta” per risolvere un problema o trovare un’idea innovativa.

Nel Diario delle idee quindi vanno raccolte tutte le nostre idee, non solo quelle che riguardano il nostro lavoro o una questione che desideriamo risolvere. Possono essere “pensieri volanti” che però ci sembrano utili, cose su cui abbiamo ragionato quel giorno e che ci premuriamo di tenere da parte nel caso in cui possano tornarci utili un domani.

Grazie al Diario delle idee possiamo allenare la nostra creatività, facendo decantare tutti i nostri pensieri, senza fare una selezione come invece avviene nel Taccuino Anarchico, che normalmente ha uno scopo più preciso. L’obiettivo del Diario delle idee invece è scrivere i propri pensieri in forma non elaborata, senza preoccuparsi di capire da dove vengono e se ci sembrano più o meno validi. La loro utilità si potrà dimostrare con il tempo, quando questa pratica quotidiana ci permetterà di allenare il nostro cervello a non gettare via quello che potrebbe dimostrarsi utile in futuro.